Il Decreto Legge n. 38/2026 segna un cambio di rotta rilevante nel panorama fiscale italiano. Dopo le criticità emerse con la Legge di Bilancio, il legislatore ha scelto di ripristinare il regime ordinario di tassazione dei dividendi e della participation exemption (PEX), con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026.
Per le imprese e le holding – in particolare quelle familiari e le PMI – il ripristino PEX e dividendi è un intervento che ristabilisce certezza e coerenza nel sistema. Viene infatti eliminato un impianto normativo che aveva introdotto complessità operative e, in alcuni casi, effetti distorsivi sulla tassazione degli utili.
PEX e dividendi: cosa cambia concretamente
Con il nuovo decreto, si torna al modello previgente:
- Dividendi percepiti da società: esclusione dal reddito imponibile pari al 95%
- Regime PEX: piena applicazione senza soglie minime di partecipazione (eliminati i limiti del 5% o dei 500.000 euro)
- Requisiti PEX invariati: possesso minimo di 12 mesi, iscrizione tra le immobilizzazioni finanziarie e altri criteri già noti
La modifica elimina una criticità rilevante: la precedente normativa poteva generare fenomeni di sovra-tassazione, soprattutto in caso di cessioni parziali di partecipazioni.
Il ripristino del regime PEX consente quindi di evitare la doppia imposizione economica sugli utili e favorisce una gestione più efficiente degli investimenti.
Impatti per PMI, holding e pianificazione fiscale
Dal punto di vista operativo, il decreto produce effetti immediati sulla pianificazione fiscale delle PMI e delle holding, grazie al ripristino – con decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2026 – di un quadro normativo più stabile e coerente.
In concreto, le imprese possono beneficiare di:
- Maggiore flessibilità nella gestione e cessione delle partecipazioni
- Rinnovata centralità delle holding come leve di governance, crescita e protezione del patrimonio
- Sensibile riduzione dell’incertezza fiscale nelle operazioni straordinarie
- Maggiore incentivo agli investimenti in imprese italiane, incluse quelle quotate
Il provvedimento si inserisce in un percorso più ampio di semplificazione e razionalizzazione del sistema fiscale, in linea con le evoluzioni delle agevolazioni fiscali 2025 e con l’esigenza di rendere più efficiente e prevedibile il rapporto tra fisco e impresa.
Un’opportunità da valutare con attenzione.
Il ritorno al regime ordinario su dividendi e PEX rappresenta un’opportunità concreta per rivedere assetti societari, strategie di investimento e operazioni straordinarie.
Una corretta analisi preventiva consente di cogliere i benefici della normativa evitando rischi interpretativi e ottimizzando il carico fiscale complessivo.