Durante l’emergenza pandemica, il legislatore ha introdotto diverse misure straordinarie per la stabilità delle imprese, tra cui la sospensione degli obblighi civilistici legati alla perdita del capitale sociale, ovvero le perdite Covid sospese. L’articolo 6 del DL 23/2020 (Decreto Liquidità) ha infatti consentito alle Srl e Spa di sospendere temporaneamente l’applicazione delle norme del Codice civile che impongono interventi sul capitale in caso di perdite rilevanti.
In condizioni ordinarie, quando il capitale sociale si riduce di oltre un terzo o scende sotto il minimo legale, gli amministratori devono attivare specifiche procedure previste dagli articoli 2446, 2447, 2482-bis e 2482-ter del Codice civile, tra cui riduzione del capitale, ricapitalizzazione o scioglimento della società.
La normativa emergenziale ha però introdotto una sterilizzazione temporanea delle perdite generate negli esercizi 2020, 2021 e 2022, concedendo alle imprese un periodo di cinque anni per intervenire. Questo ha rappresentato una importante misura di sostegno alla continuità aziendale e alla pianificazione finanziaria delle imprese.
Bilancio 2025: scade la sospensione per le perdite Covid del 2020
Per le società con esercizio coincidente con l’anno solare, il termine quinquennale relativo alle perdite emerse nel 2020 scade con l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2025.
Ciò significa che le perdite Covid “sospese” dovranno ora essere nuovamente valutate alla luce delle regole ordinarie del diritto societario. Se tali perdite continuano a incidere sul capitale sociale, l’assemblea dei soci dovrà adottare i provvedimenti previsti dal Codice civile.
È importante ricordare che le perdite 2021 e 2022 restano ancora sospese, con scadenze rispettivamente nel 2026 e nel 2027. Inoltre, le società sono tenute a indicare nella nota integrativa del bilancio l’origine delle perdite sospese e le eventuali movimentazioni intervenute negli anni successivi.
Una corretta gestione di queste informazioni è essenziale per garantire trasparenza contabile, una corretta analisi del patrimonio netto e una efficace consulenza fiscale e societaria.
Riduzione del capitale o ricapitalizzazione: gli interventi possibili
Nel bilancio 2025 possono emergere diverse situazioni operative.
Se la perdita del 2020 determina un capitale ridotto di oltre un terzo ma ancora superiore al minimo legale, l’assemblea dei soci dovrà deliberare la riduzione del capitale sociale per copertura delle perdite.
Qualora invece il capitale risultasse inferiore al minimo previsto dalla legge, la società dovrà procedere a una riduzione e contestuale aumento del capitale oppure valutare operazioni straordinarie come la trasformazione societaria.
In entrambi i casi si tratta di interventi che comportano modifiche statutarie, da formalizzare tramite verbale notarile. Se tali provvedimenti non vengono adottati, la società può trovarsi in una situazione di scioglimento per riduzione del capitale al di sotto del minimo legale.
Per questo motivo è fondamentale pianificare per tempo le decisioni societarie, valutando attentamente equilibri patrimoniali, sostenibilità finanziaria e strategie di sviluppo.
Valutare gli equilibri patrimoniali dell’impresa
L’avvicinarsi delle scadenze legate alle perdite Covid sospese rappresenta per molte imprese un momento utile per verificare con attenzione la propria situazione patrimoniale e gli effetti delle perdite sul capitale sociale.
In alcuni casi potranno essere necessari interventi formali sul capitale; in altri, l’analisi potrà semplicemente contribuire a una migliore comprensione degli equilibri economico-finanziari dell’impresa.
Una lettura integrata degli aspetti societari, fiscali e finanziari consente di affrontare queste scadenze con maggiore consapevolezza e di valutare eventuali scelte di rafforzamento patrimoniale o di riorganizzazione societaria, in coerenza con gli obiettivi di continuità aziendale e sviluppo nel medio periodo.